Ci sono un sacco di possibilità per migliorare i problemi estetici minori che possiamo trovare nella nostra bocca e uno dei più famosi è sicuramente lo sbiancamento dei denti. Lo sbiancamento dentale agisce sui denti sani con l’unico scopo di renderli più bianchi, si affiancano altri tipi di sbiancamenti utili per risolvere discromie dentali, anche severe, dovute a traumi, trattamenti endodontici incongrui, patologie sistemiche.

Sapete come funziona? Qui potete trovare alcune dritte.

1. Lo smalto dei denti si può danneggiare con lo sbiancamento?

Spesso ci si chiede se questi processi sbiancanti possano fare del male allo smalto.

Eseguendo lo sbiancamento professionale è garantito che lo smalto rimanga intatto e che i denti non subiscano danni, se non una leggera sensibilità post-trattamento.

2. Come viene effettuato?

Il prodotto sbiancante a base di perossido di idrogeno viene attivato da una lampada a LED che permette l’apertura dei pori dello smalto e fa attivare il processo sbiancante.

Praticamente tutte le tecniche di sbiancamento dentale usano come principio attivo il perossido di idrogeno (H2O2) direttamente o tramite la scomposizione di altre sostanze chimiche, come il perossido di carbammide.

L’H2O2 liberato può generare differenti radicali o ioni a seconda del valore di pH, della temperatura, dell’influenza della luce, della presenza di co-catalizzatori e reagenti metallici. Queste diverse specie di ossigeno hanno proprietà ossidative e riduttive, in grado di spezzare i legami delle molecole coloranti o ridurre gli ossidi metallici colorati rendendoli incolore.

3. E’ un trattamento doloroso?

Lo sbiancamento non è doloroso, ma rende il dente più sensibile.

Questa sensazione scompare entro 48 ore dopo il trattamento.

Queste 48 ore sono molto importanti, è necessario prestare particolare attenzione all’igiene e si consiglia di seguire una dieta bianca, cioè di evitare gli alimenti con coloranti.

E’ importante evitare il fumo, la nicotina lascia una serie di depositi sui denti che rendono il dente molto più scuro.

Infatti sono molti i fumatori che richiedono un trattamento sbiancante.

4. Lo sbiancamento può essere effettuato su tutti i pazienti?

In assenza di carie, sensibilità dei denti o altre patologie il trattamento può essere effettuato su tutti i pazienti.

5. Funziona su tutti i tipi di macchie?

I risultati migliori si ottengono sui denti che si sono ingialliti nel corso degli anni.

Nei casi più gravi può accadere che non si ottengano risultati soddisfacenti, come le macchie del farmaco tetraciclina che non possono essere sbiancate.

In questi casi si dovrà ricorrere a faccette o corone.

L’effetto del trattamento dura almeno un anno, ma può variare in base a due fattori: le tecniche e i prodotti utilizzati dal dentista e le abitudini di ogni persona.

6. Quali sono i pazienti più comuni?

I pazienti più comuni hanno tra i 20 e i 50 anni.

7. Quali alimenti incidono sul colore dei nostri denti?

8. Lo sbiancamento dei denti può sostituire una pulizia dentale?

Lo sbiancamento è un trattamento estetico che non può assolutamente sostituire una pulizia dentale professionale. Di solito una pulizia dentale precede uno sbiancamento.

9. Avere i denti bianchi può diventare un’ossessione?

Quando avere i denti bianchi diventa ossessione è una vera e propria patologia, la blancorexia.

I colori dello smalto variano da persona a persona, alcuni soggetti non possono raggiungere il bianco perfetto.

10. Ci sono controindicazioni?

Non ci sono assolutamente controindicazioni al trattamento, è solo possibile che si avverta una sensibilità nelle 24 ore successive.