In condizioni fisiologiche normali, nei bambini e negli adulti, l’arcata superiore dei denti è posizionata lievemente più avanti rispetto a quella inferiore, in modo tale che le punte dei denti trovino il loro naturale posto sugli avvallamenti del dente opposto, in posizione in corrispondenza. Questo allineamento fisiologico permette al soggetto di mantenere una masticazione efficace e ottimale, conservando anche un buon effetto estetico del sorriso. Quando tale perfetto allineamento delle due arcate dentali non si verifica si parla viceversa di malocclusione dentale: una condizione piuttosto fastidiosa che può compromettere anche in modo sensibile la masticazione, in base alla gravità del problema.

Con il concetto di malocclusione dentale ci si riferisce a un disallineamento dei denti presenti sull’arcata superiori ed inferiori del cavo orale, ovvero a uno squilibrio anormale tra mascella e mandibola. Non si tratta di un problema puramente estetico: il disallineamento dentale può causare al paziente una serie di fastidi anche piuttosto importanti, che non si limitano a coinvolgere solo la bocca ma bensì, in molti casi, anche l’organismo in generale.

I pazienti che soffrono di malocclusione dentale, infatti, manifestano spesso anche problemi uditivi, mal di testa e disturbi alla schiena. Nella maggior parte dei casi, inoltre, la malocclusione dentale provoca difficoltà nella masticazione e di conseguenza nella digestione degli alimenti. Per risolvere questo problema è necessario effettuare un’attenta visita dentistica, in modo da valutare l’entità del disturbo e individuare la corretta terapia risolutiva per lo specifico paziente.

Malocclusione dentale: sintomi comuni

Si è detto sopra che i sintomi della malocclusione dentale possono essere molto vari, e spesso coinvolgono l’intero organismo. Quando la malocclusione è particolarmente grave può provocare:

  • importanti fastidi alla masticazione;
  • dolori alla mandibola;
  • carie, gengiviti e nei casi più gravi parodontiti;
  • tendenza a respirare tramite la bocca (fattore che a sua volta può provocare secchezza alle fauci);
  • disturbi temporo-mandibolare, con conseguenti dolori cervicali, emicranie e, nei casi più gravi, ronzii all’orecchio e fastidi alla schiena.

Alcuni pazienti affetti da malocclusione dentale accusano persino fastidi all’apparato respiratorio, con conseguenti disturbi come tosse cronica, sinusiti, bronchite e persino asma. Le difficoltà masticatorie legate al problema a lungo andare possono anche intaccare la salute dell’apparato gastrointestinale, con fastidi anche importanti in base ai casi e alla situazione personale del paziente. Non per ultimo va poi dimenticato l’impatto estetico che la malocclusione può provocare al soggetto che ne è affetto: in alcuni casi il problema può persino essere causa di un viso asimmetrico e di un sorriso non armonico.

Le tre classi di malocclusione

La malocclusione dentale può essere differenziata in 1 classe, 2 classe o 3 classe, ovvero suddivisa in diverse tipologie in base alla gravità del problema:

  • Malocclusione dentale 1 classe: nel caso in cui l’arcata superiore supera lievemente (e dunque non in modo grave) quella inferiore;
  • Malocclusione dentale 2 classe: quando l’arcata superiore supera in modo sostanziale quella inferiore;
  • Malocclusione dentale 3 classe: ricorre quando i denti sull’arcata inferiore superano in modo molto importante quelli sull’arcata superiore della bocca.

La malocclusione di terza classe è ovviamente la più grave tra le tre, nonché la tipologia che genera i disturbi più importanti su tutti i livelli, sia in senso medico che estetico.

Rimedi per la malocclusione dentale

Generalmente la malocclusione si presenta fin dalla più tenera età, momento in cui è anche più semplice correggerla. Più il problema viene ignorato più sarà problematico trattarlo (nel senso che se trascurata fino all’età adulta potrebbero essere necessari molti interventi).

Al riguardo ovviamente non si può generalizzare perché ogni caso è a sé: la valutazione della gravità della situazione del paziente può essere effettuata solo dallo specialista di gnatologia, attraverso una visita approfondita. Il medico, infatti, dopo una preventiva valutazione della situazione, farà seguire una serie di esami più approfonditi, anche volti a indagare lo stato di salute generale della bocca.

In tenera età, generalmente, essendo i denti ancora da latte o misti, vengono consigliati apparecchi mobili. Se la dentatura è invece ormai definitiva, come nel caso degli adolescenti e degli adulti, sono consigliabili gli apparecchi fissi o altri generi di strumenti medici. In alcuni casi la malocclusione si accompagna al bruxismo (ovvero al digrignamento dei denti).

Nei casi in cui la malocclusione dentale appaia molto grave (ovvero di terza classe), o di natura congenita, potrebbe essere necessario procedere con l’estrazione chirurgica, sarà il dentista a valutare qual è la giusta strada da utilizzare per risolvere definitivamente il problema.

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